Sono un italiana a Melbourne e mai avrei pensato che la capitale del caffè fosse proprio questa! In Italia il mio rapporto con il caffè era esattamente questo: 

Un caffè ristretto grazie!

A colazione o dopo un pasto, da bere al volo al bancone di un bar, da offrire a chiunque venisse a casa.

Premessa: esistono mille miscele, diecimila modi di preparare il caffè, miliardi di chicchi ricercati, ma la mia piccola e vecchia sgangherata moca sarà il mio rito mattutino per sempre. 

Anni fa quando viaggiavo mi capitava di guardare storto i caffè annacquati ed eccessivamente lunghi che mi venivano serviti e il mio pensiero costante era: il caffè buono lo facciamo solo noi italiani. Mi sono dovuta ricredere amici, ciò che non capivo ho dovuto impararlo e persino studiarlo a Melbourne, ora bevo Chai Latte mentre faccio il brunch, e bere “solo un caffè” qui mi fa addirittura sentire un po scema. Quando preparo un Latte controllo i millimetri di schiuma, se non riesco a disegnarci sopra almeno un cuoricino devo buttarlo e rifarlo da capo.

Iniziamo dal principio: il popolo australiano è in gran parte costituito da italiani ed europei, e io già mi immagino gli italiani arrivati 60 anni fa con la moca in valigia che hanno iniziato a fare caffè ovunque inculcando la nostra passione per la miscela nera. 

Qui a Melbourne ci sono Caffè che esistono da tantissimi anni, in perfetto stile italiano, con il bancone lungo dove fermarsi in piedi e fare due chiacchiere, per citarne uno Pellegrinis dopo anni continua a dominare la scena di Bourke Street.

Ora prendete tutto ciò che credete di sapere sul caffè e dimenticalo, qui chiedere un caffè e come chiedere aria fritta, non stai chiedendo niente. 

A Melbourne l’odore di caffè vi accompagnerà per tutto il giorno, dalle strade principali alle little lane in cui i numerosissimi locali si contendono le miscele più ricercate, chicchi provenienti da ogni angolo di mondo e i baristi che farebbero impallidire i coffe maker più rinomati. Se servi un cappuccino che non abbia un quadro di Vang Gogh disegnato sopra sei uno sfigato ( io, per esempio).

Le persone ci tengono veramente alla cultura del caffè, sanno quello che bevono e pretendono che sia servito nel migliore dei modi anche nel più insignificante autogrill. Girando per Melbourne vi accorgerete presto che due terzi delle persone girano con una tazza take away, a ogni ora del giorno si servono migliaia di caffè, e i locali sono in perenne competizione.

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Questi sono i caffè del mio amico Nicola, che definisce “non perfetti ma nella media”, immaginatevi i livelli di competizione. Nicola mi sta insegnando tanto riguardo alla storia del caffè e alle varie preparazioni, a tutto il lavoro che c’è dietro.

Appena ho iniziato a lavorare mi è stato chiesto di studiare tutti i tipi di caffè esistenti in città, perché se un cliente richiede un Flat White Skinny Extra Hot With Raw Sugar e tu non sai che cazzo ti stia chiedendo rischi di perdere il lavoro o finire in cucina a lavare piatti. 

Scriverò presto una guida dettagliata su tutti i tipi di caffè presenti in città e sulle loro varie preparazioni, facendomi aiutare da chi ne sa un milione di volte più di me.

Intanto posso dirvi che bere un caffè è un vero e proprio rito, è una cosa seria, è un momento che va goduto a pieno, dall’apprezzarne l’aspetto sino all’ultimo sorso, gustarlo con calma e provare a riconoscere i vari sapori e aromi. Il mio nuovo amico taiwanese è un barista esperto e sta cercando di insegnarmi il più possibile, quando mi ha portato un espresso a mio avviso normale, e mi ha chiesto che sapori sentissi sono rimasta dieci minuti a capire da quali aromi fosse composto, ho partorito solo il cioccolato fondente, la pesca caramellata, la prugna e le noci di macadamia non le ho azzeccate, e se ve lo state chiedendo, sì ogni caffè avrà aromi del genere, tutti diversi e tutti ricercati…( E si, se non riuscite a distinguerli siete ancora degli sfigati!).

Dimenticate la nostra frenesia nel buttare giù l’espresso (che qui prende il nome di short black) come se fosse un chupito, ma immaginate di portarvi dietro tutto il giorno la vostra tazza fumante che appena finirà potrà essere subito rimpiazzata da un’altra nel prossimo bar. Mi sembra anche riduttivo e offensivo chiamare i locali bar.

Qui si parla di posti che possono andare dai 5 metri quadrati a sale gigantesche, sono tantissimi i posti salva spazio che mirano all’essenziale: la macchina del caffè, qualche prelibatezza da pasticceria e una finestra che da sulla strada in cui servire solo take away, ai locali che sembrano vere e proprie industrie in cui farsi servire i tipi più incredibili di caffè, il cold Brew ad esempio, che richiede 48h per essere preparato. 

Entrare in questo mondo non basta, bisogna capirlo e apprezzarlo ed essere consapevoli che dietro ogni caffè c’è studio, lavoro e arte. I più scettici di voi penseranno che sto esagerando, ma credetemi quando vi dico che Melbourne è la mecca del caffè. 

Ps: qualche giorno fa ho fatto un Cappuccino talmente carino che la ragazza gli ha fatto una foto…sono corsa nel retro del locale a saltare di gioia, manco avessi vinto al Lotto! 

Hey qui ti svelo i migliori indirizzi per bere il Caffe in città!