Sono passati più di sei mesi dal momento in cui ho messo piede in Australia, non potrò mai dimenticare quanto mi sia sentita piccola sotto il cielo azzurro di Melbourne, quando mi era parso impossibile passeggiare per le vie affollate circondata da altissimi grattacieli di quella metropoli mondiale. 

I primi mesi a Melbourne sono stati una centrifuga di emozioni ed esperienze, di quelle che ti prendono a schiaffi forte, ti fanno credere di impazzire per poi metterti davanti alla nuda verità: Tu puoi farcela, sempre. 

Il primo mese lavoravo da un bastardo, una delle persone peggiori che abbia avuto la sfortuna/ fortuna di incontrare, il mio modo di essere spesso mi porta a sopportare fin troppo le cattiverie altrui, questa prima fase mi ha fatto rimboccare le maniche, evitare un esaurimento e inoltrarmi con un mazzo di 50 curriculum tra le stradine di una città che non mi piaceva, e ora posso dire che il motivo per cui il mio rapporto con Melbourne fosse cosi negativo inizialmente fu solo perché ero totalmente assorbita da un lavoro che non faceva per me.

Una mattina mi sono alzata con il presentimento di dover trovare un nuovo lavoro e cosi sono andata in uno dei tanti OfficeWork e ho stampato 50 curriculum, il ragazzo che mi aveva servito era abbastanza sbigottito e ricordo che mi chiese più volte se non intendessi fifteen anzi che fifty. Vivevo nel cuore della città, ero letteralmente avvolta da aroma di caffè e persone di ogni etnia, murales che cambiavano dal giorno alla notte e tram che correvano in continuazione in tutte le direzioni. Decisi di perdermi e di chiedere lavoro soltanto nei posti che mi avrebbero ispirata, camminare e osservare senza correre mi aveva finalmente fatto tirare un sospiro di sollievo. Ed ecco che capito in una delle vie più tipiche e apprezzate dai turisti : Degravees Street,  entro in un minuscolo Cafe e lascio il curriculum a una ragazza asiatica sorridente. Dasy mi chiede subito se so fare un Latte e alla mia risposta affermativa mi porta davanti alla macchina del caffe e mi chiede di fargliene uno. Quel Latte era perfetto, a discapito di quelli che avrei sbagliato nelle settimane a venire quello era perfetto, e indovinate un po? Di quei 50 curriculum me ne servì solo uno. 

Dopo aver lasciato il vecchio lavoro iniziai a lavorare in questo piccolo Cafe, e tra Flat White troppo poco Flat e hamburger di coccodrillo la mia famiglia si è allargata grazie a: Kim, Dive e Ten. 

Kim è un cartone animato, è coreana, carinissima e all’apparenza fragile ma con un animo forte, è stata lei che mi ha dato conferma che gli animi gentili esistono ancora, e a quanto pare molti di essi sono nati in Corea. 

Dive è il mio partner in crime, Dive è l’amico che avrei voluto trovare da bambina, è un concentrato di simpatia, entusiasmo, creatività e il tutto incorniciato da due bellissimi occhi castani a mandorla. Dive è taiwanese di nascita ma estremamente europeo di spirito, insieme abbiamo improvvisato numerosi concerti di Lady Gaga durante le pulizie del Cafe,  lavora duro per inseguire i suoi sogni e contemporaneamente dipinge e studia arte. Dive continua a correggere il mio terribile inglese anche a distanza, mi ha fatto ridere a crepapelle e mi ha fatto un dono enorme con la sua amicizia. 

Se stai leggendo, mi manchi Baby.

Ten è stato il collega più gentile e paziente con cui abbia mai lavorato, mi ha cucinato tante di quelle poched egg che ho perso il conto, è un fan sfegatato dei Queen e io grazie a lui conosco anche le virgole di ogni canzone!! Ten è un altro lavoratore instancabile, preciso e onesto, Ten è una delle persone migliori che abbia incrociato nel mio cammino, e il suo paese, il Buthan è tra le mete che più sogno di visitare! 

Ho avuto anche un titolare estremamente fuori dal comune, onesto, amichevole, paterno e per questo io gli sarò sempre grata, cosi preciso e con quello stile da guerriero samurai: Sutton. 

C’è poi stato Nicola, anche lui cagliaritano, che mi ha portato in giro alla scoperta dei migliori caffe della città. 

Grazie a Instagram ho incontrato Camilla, siamo cresciute nella stessa città senza mai incrociarci per poi legarci in Australia, e la nostra amicizia non poteva nascere se non con : ti va di fare un brunch?!

Dovete sapere che in 4 mesi a Melbourne ho preso 7kg tra Brunch, colazioni, hamburger e patate dolci fritte, e ovviamente biscotti la caramello, again. 

Classica spesa in pigiama da Coles

Grazie a queste persone i mesi a venire sono stati più semplici e felici, ho finalmente ritagliato il tempo di cui avevo bisogno per provare a riordinare le idee, ricordo che spesso avevo le mattine libere e passavo ore davanti alla vetrata della nostra stanza a scrivere. Scrivere e mangiare biscotti al caramello. 

E poi il tempo passa, le giornate scorrono e ciò che ieri sembrava difficile oggi è un po più facile, e ciò a cui sembrava impossibile abituarsi diventa routine.

Essendoci stati diversi momenti di stress in quei mesi, e con la sempre più imminente partenza per le farm abbiamo deciso di concederci una fuga nella terra che ormai da qualche anno è diventata casa: l’Asia. Chi mi conosce sa che amo follemente questo pezzo di mondo e scappo a rifugiarmici appena posso, questa volta abbiamo scoperto un nuovo paese, le Filippine e concluso il viaggio nella nostra amata Bali, direi una bugia a dire che questo frammento non sia stato d’aiuto per trovare quella grinta che ci serviva per tornare in Australia e affrontare le farm e iniziare una nuova vita, ancora. 

Siamo arrivati a Brisbane di notte, ci siamo stati giusto il tempo di trovare una macchina e partire, e quella mattina mentre cercavo di tenere a mente che dovevo guidare totalmente al contrario di come ero abituata il Queenslad si è mostrato in tutta la sua spaziale bellezza. 

Sono sempre stata attratta da questo lato di Australia,  la Sunshine Cost, la terra del sole, arsa e bruciata, infinita e straordinaria, le strade sono lunghe e circondate da natura incontaminata che ti accompagna per km e km di niente, se non alberi e foreste. 

La nostra prima tappa è stata ed è tutt’ora Stanthorpe, un paesino a circa 200km dalla costa, dove oltre alla campagna si sviluppa un centro cittadino raccolto e tipico, un barbiere qualche supermercato, alcuni negozi e numerosi canguri. 

Abbiamo affittato un caravan e viviamo in quei pochi metri quadrati con le valige sempre pronte a un imminente e improvvisa partenza, visto che unico piano che abbiamo è non avere piani per ora! 

 La prima notte qui ho alzato lo sguardo al cielo e per la prima volta ho visto la via lattea, nel silenzio della campagna, una distesa di stelle copriva il cielo e i miei occhi si sono riempiti di lacrime per l’emozione, la natura ha un potere spaventoso in grado di scuotere la nostra anima nel profondo. 

Quando siamo arrivati siamo stati accolti da due persone fantastiche, e aimé devo ringraziare ancora Instagram per avermi fatto conoscere Irene e Angelo, un’altra splendida amicizia sancita davanti a qualche birra fredda tra animi affini. 

Al momento lavoriamo in una farm di peperoni, le giornate sono sempre uguali e l’unica eccezione alla routine è andare in paese a fare la spesa: ci svegliamo alle 4.30, la moca profuma il caravan di caffè, andiamo a lavorare e ogni mattina abbiamo la fortuna di ammirare l’alba, lavoriamo nei campi, tra ragni velenosi e animali selvatici per poi tornare a casa il pomeriggio, guardare l’ennesimo tramonto infuocare il cielo e andare a dormire presto. E per me che soffro la routine più di ogni altra cosa, questo momento della mia vita è semplicemente straordinario.