Tra le cose da fare a Cagliari spicca sicuramente un tour per i suoi Caffè storici, un tempo salotti per gli artisti, che ancora oggi conservano il fascino di un’epoca passata.

Personalmente adoro uscire da sola e passeggiare per la città. Cagliari è accogliente, a misura d’uomo, elegante, a tratti misteriosa. Non manca mai una colazione in uno dei Caffè storici, mi chiedo spesso se nel tavolo dove mi siedo, D’Annunzio abbia mai scritto qualche riga.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con due cari amici: Manuela e Maurizio. Entrambi appassionati di Cagliari, mi hanno gentilmente aiutato a mettere insieme le storie e le leggende che sto per raccontarvi. Vi consiglio inoltre di seguirli su Instagram perché ogni settimana raccontano la città in maniera divertente e originale.

I CAFFÈ STORICI DI CAGLIARI

Nell’800 iniziarono ad aprire i primi bar a Cagliari. Si concentravano nei quartieri con più vita: Castello, la Marina e il Corso.

In quel periodo i proprietari dei bar vendevano caramelle, dolciumi e confetti. Con l’arrivo degli svizzeri, esperti in caffetteria e pasticceria, si incominciò ad andare nei bar per bere il caffè e magiare le paste.

Il Largo Carlo Felice era la zona dove si svolgeva il mercato all’aperto: commercianti, agricoltori e pastori del sud Sardegna si riunivano per vendere i loro prodotti. Per migliorare le condizioni igieniche venne costruito il mercato civico, tra il Largo e l’attuale via del Mercato Vecchio. È proprio qui davanti che sorge uno dei bar storici di Cagliari: il Caffè Svizzero.

CAFFÈ SVIZZERO – Tra fantasmi, cripte e eleganza.

Oltrepassare l’ingresso dello Svizzero significa tornare indietro di parecchi anni. Mobilio antico, legno pregiato, espositori di confetti e caramelle, antichi lampadari, volte di pietra e uno stile inconfondibile, d’altri tempi. Pare d’entrare in un salotto della Belle Epoque.

Lo Svizzero è famoso per essere una caffetteria storica ed elegante nel cuore della città, e non solo. Si dice sia infestato dai fantasmi: sette per l’esattezza. Il Caffè sorge ai piedi del Palazzo storico Accardo, costruito alla fine dell’800. Venne avviato nel 1901, eretto sull’antica cripta di Sant’Agostino, sotto una cappella ipogea. La storia racconta che nel V secolo d.c. Cagliari venne colpita dalla peste, e sempre in quegli anni, andava diffondendosi il culto pagano. Il Vescovo Fulgenzio fu mandato a Cagliari in nave, con le reliquie di S.Agostino, per ripristinare la situazione religiosa. Quando arrivò all’antica cripta ipogea con le spoglie del Santo, improvvisamente iniziò a sgorgare acqua dal pavimento. Da all’ora quella è stata nominata la cripta di Sant’Agostino.

Pare che il Caffè sia la casa di sette fantasmi, buoni. Uno di questi è il Signor Devoto, uno dei primi fondatori del Caffè. Si dice che indossi sempre un completo elegante e porti lunghi baffi. Gli attuali lavoratori raccontano che spesso la mattina trovano oggetti spostati, e sentono di non essere mai veramente soli. Si parla comunque di presenze buone, quindi calatevi nell’aria retrò e raffinata del caffè e godete della sua bella atmosfera.

Largo Carlo Felice, 6.

CAFFÈ PASTICCERIA TRAMER – La meringa preferita di Antonio Gramsci.

Molti non sanno che dello storico Caffè Tramer inizialmente esistevano due sedi, una nel Corso Vittorio Emanuele e quella attuale, in Piazza Martiri. Anch’esso aperto da titolari svizzeri nel 1850, oggi è una delle caffetterie piu conosciute di Cagliari. Osservando bene l’ingresso si noterà la scritta Offelleria, che altro non indica che le offelle, antichissime focacce dolci di farro. Ma il punto forte di Tramer sono le Meringhe, soffici nuvole dolci, che da più di cento anni conquistano i passanti. Si dice che la ricetta è sempre la stessa, trascritta a mano tramandata di generazione in generazione. Si racconta che Antonio Gramsci ogni qualvolta metteva da parte qualche soldo, lo spendeva per comprare la meringa di Tramer. Noterete anche una targa appesa nel muro esterno, accanto all’ingresso del Caffè, parla di Emilio Lusso, che viveva proprio li sopra.

Piazza Martiri D’Italia, 11.

ANTICO CAFFÈ 1855 – Colazione con vista sul Bastione Saint Remy.

Nel 1838 Lazzaro Canepa, emigrato dalla Liguria, aprì l’omonimo Caffè, nel cuore di Cagliari, davanti al Bastione di Saint Remy. Nel 1855 il locale diventò un salotto elegante per artisti e persone illustri, cambiò nome in Caffè Genovese. Tra i suoi ospiti ricordiamo la poetessa sarda Sibilla Aleramo, il premio nobel Grazia Deledda, Salvatore Quasimodo, Gabriele D’Annunzio, Lawrence… Dopo essere sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, nel 1998 l’Antico Caffè torna al suo splendore ottocentesco, circondato dalla storica recinzione in ferro.

*L’attuale Caffè Genovese di via Logudoro, fu aperto da un membro della famiglia in un secondo momento, anch’esso è tra i Caffè più eleganti di Cagliari.

Piazza Costituzione, 10.

 

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